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La Spezia celebra le ostriche: Oyster Fest 2025, prova le Ostriche Palmaria

13 Maggio 2025 alle 11:35
Oyster Fest 2025

Ciao a tutti, sono Michele di Mitili & Mitili e oggi voglio condividere con voi il mio entusiasmo per un evento unico nel suo genere: l’Italian Oyster Fest 2025 nella nostra città, La Spezia! Quest’anno, dal 16 al 18 maggio 2025, la splendida Passeggiata Costantino Morin sul lungomare spezzino si trasformerà in un paradiso per gli amanti delle ostriche. Non vedo l’ora di partecipare a questa terza edizione del festival, nato nel 2023 come primo evento in Italia dedicato interamente alle ostriche. Saranno tre giorni di sapori del mare, scoperte gastronomiche e tanta passione condivisa: un’occasione imperdibile per esperti, appassionati, famiglie e curiosi di ogni età. Vi racconto tutto, dalla storia del festival alle prelibatezze che ci aspettano, con qualche consiglio su come gustare al meglio questi gioielli del mare. Pronti a immergervi con me nel mondo delle ostriche? Andiamo!

Italian Oyster Fest 2025: un festival dedicato alle ostriche

Oyster Fest 2025

La tradizione della mitilicoltura nel Golfo della Spezia: allevamenti tra Portovenere e l’isola Palmaria, dove nascono ostriche e muscoli di qualità eccezionale. Il legame tra La Spezia e i frutti di mare dura da oltre un secolo, ponendo le basi per eventi come l’Oyster Fest.

L’Italian Oyster Fest è un evento giovane ma già iconico: pensate, la prima edizione si è tenuta nel 2023 ed è stata un successo tale da confermare quanto fosse atteso un festival così in Italia. La Spezia, nel cuore del Golfo dei Poeti, si è rivelata la cornice ideale. Non a caso, proprio qui la tradizione dei frutti di mare ha radici antiche: i mitilicoltori (allevatori di cozze e ostriche) operano in zona fin dal 1887, tanto che le nostre cozze locali – i “muscoli” spezzini – sono famose per qualità e sapore. Su questa scia di amore per il mare e i suoi frutti è nato il festival dedicato all’ostrica italiana “sostenibile, prelibata, per tutti”.

Ma cosa ci aspetta all’edizione 2025? Innanzitutto date e luogo: segnate in agenda 16, 17 e 18 maggio 2025 a La Spezia, lungo la panoramica Passeggiata Morin. L’evento è a ingresso libero, quindi chiunque può partecipare e lasciarsi affascinare dal mondo delle ostriche. Saranno presenti stand di ostricoltori da tutta Italia (e anche dall’estero), pronti a farci degustare le loro ostriche abbinate a vini italiani, spumanti e birre artigianali. Immaginatevi passeggiare sul lungomare con un calice di bianco in mano, assaggiando ostriche provenienti dal Veneto, dalla Puglia, dalla Sardegna e ovviamente dalla Liguria… una vera festa per il palato!

Il programma è ricchissimo e pensato per soddisfare sia i curiosi alle prime armi sia i palati più esigenti. Ci sarà una grande Area Degustazione dove le ostriche italiane – e non solo – saranno protagoniste assolute, accompagnate da vini locali DOCG e perfino da speciali birre artigianali pensate per l’abbinamento. Ma non si vive di sole ostriche crude: al festival troverete anche showcooking, bancarelle con altri prodotti del mare, street food e specialità liguri, così da accontentare tutti.

Per chi vuole imparare qualcosa in più, c’è l’Arena “Oyster Show” e le “Oyster Talks”: si tratta di conferenze e incontri con esperti del settore, biologi marini e chef (anche stellati!) che parleranno di sostenibilità, turismo legato al mare e naturalmente tecniche di allevamento e cucina delle ostriche. Personalmente non vedo l’ora di assistere a questi talk – ogni volta si scopre qualche curiosità nuova su questi affascinanti molluschi! Inoltre, sono previsti workshop e corsi aperti a tutti: dalla gara di apertura ostriche (sì, avete capito bene, una sfida all’ultimo shucking) a laboratori per imparare come degustarle correttamente, fino ad attività ludiche per i più piccini, così anche i bambini potranno divertirsi e imparare giocando. Insomma, ci sarà da divertirsi per tutti i gusti.

Noi di Mitili & Mitili saremo presenti con il nostro stand, portando in scena l’orgoglio di casa: le Ostriche Palmaria. Per me è un onore poter far assaggiare a così tante persone le ostriche del nostro Golfo della Spezia, quelle con cui lavoriamo ogni giorno e di cui conosciamo ogni segreto. Vi aspettiamo al festival per farvi provare le nostre ostriche freschissime, raccontarvi come le alleviamo tra Portovenere e l’isola Palmaria, e brindare insieme a questo grande evento che celebra le ostriche italiane! 🥂

(Per dettagli aggiornati sul programma, potete consultare il sito ufficiale dell’Italian Oyster Fest o la pagina Facebook/Instagram dedicata – troverete orari degli eventi, elenco degli espositori e tutte le novità dell’ultimo minuto.)

Le migliori ostriche italiane e dove trovarle

festival ostriche

Alcune Ostriche Palmaria appena aperte e servite sul ghiaccio. Notate la sfumatura verdognola della carne: è il “marchio di fabbrica” delle ostriche del Golfo della Spezia, dovuto al fitoplancton locale unico delle nostre acque.

Parlando di eccellenze, vi starete chiedendo: quali sono le ostriche italiane migliori e da dove provengono? In passato si pensava subito a Francia o Irlanda per le ostriche, ma oggi anche l’Italia vanta produzioni di altissimo livello. Da Caorle in Veneto fino a La Spezia, lungo tutte le coste (isole comprese) sono nati diversi allevamenti di ostriche, ciascuno con caratteristiche uniche legate al proprio territorio – anzi, al proprio merroir, la versione marina del terroir vinicolo. Al Festival avremo la fortuna di incontrare tanti di questi produttori italiani e assaggiare varietà diverse una accanto all’altra. Ecco una carrellata di alcune tra le migliori ostriche “Made in Italy” che meritano di essere conosciute (e gustate!):

  • Ostriche Palmaria (le “ostriche verdi” del Golfo della Spezia, Liguria): le nostre predilette! Allevate nelle acque purissime tra Portovenere e l’Isola Palmaria, sono ostriche dai riflessi verde smeraldo davvero particolari. Questa curiosa sfumatura verde non è un artificio, ma viene dal fitoplancton locale di cui si nutrono: un’alga presente nel golfo che dona alle ostriche un colore unico, un profumo intenso di mare e una spiccata sapidità alla polpa. Si tratta di ostriche del tipo europeo (Ostrea edulis, la varietà piatta autoctona) che la nostra cooperativa spezzina ha reintrodotto con successo dagli anni 2000. Il risultato? Ostriche sode, carnose e saporite, una vera esplosione di gusto iodato ad ogni boccone. Le Ostriche Palmaria di Mitili & Mitili rappresentano proprio questa eccellenza ligure: le selezioniamo e raccogliamo a mano nel loro habitat ideale e ve le consegniamo freschissime, pronte da aprire e assaporare. Caratteristiche distintive: conchiglia robusta di medie dimensioni, interno madreperlaceo, carne dal colore tendente al verde oliva, gusto deciso di mare con piacevoli note minerali e retrogusto leggermente dolce. Se amate le ostriche saporite, queste vi ruberanno il cuore!
  • Ostrica Rosa del Delta del Po (Scardovari, Veneto): spostiamoci nel Delta del Po, tra Veneto ed Emilia, dove nasce una delle ostriche italiane più celebrate. L’Ostrica Rosa di Scardovari è allevata in laguna con l’innovativo metodo “Tarbouriech”, che simula l’alternanza delle maree per far crescere ostriche eccezionalmente carnose. Deve il suo nome alle delicate sfumature rosate del guscio, dovute all’esposizione al sole durante l’allevamento. Il guscio esterno è venato, con interno color avorio, mentre la polpa è soda e dal sapore equilibrato: inizialmente salino e marino, ma con una nota dolce finale molto piacevole. Vengono coltivate tra le acque salmastre della Sacca di Scardovari e il mare Adriatico, in un ambiente ricchissimo di nutrienti. Un consorzio locale di pescatori (14 cooperative unite) garantisce la qualità di queste ostriche, che sono ottime sia crude – per apprezzarne la dolcezza iodatas – sia leggermente gratinate o utilizzate in cucina. Una vera perla (rosa) dell’Adriatico!
  • Ostrica San Michele (Laguna di Varano, Puglia): ecco il sud che non ti aspetti. In Puglia, nel Parco del Gargano, è nata da pochi anni un’ostrica straordinaria grazie alla collaborazione fra allevatori locali e esperti francesi. L’Ostrica San Michele, detta anche “The White Oyster”, viene allevata nella Laguna di Varano (FG) con una tecnica mista: prima cresce in acque tranquille di laguna, poi ogni giovane ostrica viene incollata manualmente alle corde su antiche palizzate usate per le cozze, e infine le corde vengono periodicamente sollevate fuori dall’acqua a mano, simulando le maree. Un metodo artigianale faticoso, ma che produce ostriche di altissima qualità. Il guscio è chiaro, dentellato e con riflessi madreperlacei; l’interno offre un rapporto polpa/guscio davvero elevato (ostriche belle piene!). Il sapore? Sorprendente: inizia con sentori vegetali e di erba di mare, poi vira verso note di frutta secca (nocciola, mandorla) e chiude su una mineralità lunga e intensa. Un profilo aromatico complesso che ha fatto esclamare anche ai francesi un convinto chapeau! Non per niente quest’ostrica pugliese ha fatto parlare di sé a eventi gastronomici internazionali come Identità Golose.
  • Ostrica di San Teodoro (Sardegna): dulcis in fundo, le isole italiane. In Sardegna troviamo diverse ostriche pregiate, ma una in particolare sta conquistando i gourmand: l’ostrica dello Stagno di San Teodoro (provincia di Sassari). Allevata dalla Compagnia Ostricola Mediterranea nelle acque lagunari limpide di San Teodoro, questa ostrica concava (Crassostrea gigas) cresce lentamente fino a raggiungere una polpa soda e abbondante, con un eccellente rapporto tra carne e conchiglia. Il suo profilo gustativo è raffinato: all’assaggio presenta un ingresso spiccatamente salino e iodato, tipico del mare cristallino sardo, per poi evolvere in un finale dolce e persistente al palato. Il guscio esterno è variegato, dal panna al grigio scuro, e custodisce un frutto di mare succulento. In Sardegna c’è anche l’Ostrica “Sandalia” di Tortolì, altrettanto rinomata, caratterizzata da sfumature del guscio che vanno dal crema al nero e da sapori che richiamano nocciole e mandorle. Insomma, l’isola dei Quattro Mori non offre solo acque turchesi ma anche ostriche degne di nota!

Queste sono solo alcune delle meraviglie che il nostro paese sta producendo. Ogni zona costiera italiana sta valorizzando le proprie acque attraverso l’ostricoltura: dal Veneto al Friuli, dalla Liguria alla Toscana, fino a giù in Puglia e in Sardegna, le ostriche “made in Italy” oggi non temono il confronto con le blasonate cugine francesi e anzi vantano sapori unici, figli dei nostri mari. Se venite all’Oyster Fest, potrete fare un vero e proprio giro d’Italia delle ostriche in un solo weekend, assaggiando queste varietà fianco a fianco. Vi assicuro che rimarrete stupiti dalla differenza di gusti, consistenze e aromi: è la magia del merroir italiano, che regala a ogni ostrica un carattere inconfondibile a seconda di dove nasce.

(Curiosità: sapevate che i mitili e le ostriche del Golfo di La Spezia hanno ottenuto la certificazione IGP? Proprio così: dal 2020 “Muscoli e Ostriche della Spezia” sono riconosciuti a livello europeo, a testimonianza della qualità e tipicità di questi prodotti allevati tra il Parco delle Cinque Terre, il Magra, Lerici e Portovenere. Un motivo in più per andarne fieri!)

Come capire se un’ostrica è fresca e di qualità

Che siate al festival a scegliere quali ostriche assaggiare, oppure a casa pronti ad aprire la vostra dozzina appena comprata, è fondamentale saper riconoscere un’ostrica fresca e buona. Ecco alcuni consigli pratici da ostricoltore (e da amante delle ostriche) per verificare la qualità e la freschezza delle ostriche prima di mangiarle:

  • Guscio chiuso e ben sigillato: la prima cosa da controllare è che l’ostrica sia viva, quindi le valve devono essere ermeticamente chiuse. Se trovate ostriche con il guscio aperto, scartatele (vuol dire che il mollusco all’interno potrebbe essere morto). Un’ostrica viva reagisce quando viene stimolata: come verificarlo? Basta dare un leggero colpetto sul guscio o spruzzare una goccia di limone sul frutto – se l’ostrica è viva ritirerà leggermente il mantello in risposta. Questa è una piccola astuzia che uso anch’io al banco per accertarmi della vitalità dell’ostrica appena aperta. In ogni caso, mai consumare ostriche già spalancate o che non mostrano più tensione nel muscolo: la freschezza prima di tutto!
  • Profumo di mare: fate affidamento al vostro naso. Un’ostrica fresca deve odorare di mare pulito, di brezza salmastra; un aroma delicato e piacevole che ricorda la spiaggia e le alghe marine. Non deve avere odori sgradevoli, “di pesce” forte o ammoniacali. Se avvertite anche solo un leggero sentore di qualcosa di guasto o troppo intenso, meglio non rischiare. Io adoro annusare il guscio appena aperto: sentire quel profumo di salsedine è il preludio perfetto al boccone che verrà.
  • Liquido e aspetto interno: aprendo un’ostrica fresca troverete sempre un po’ della sua acqua di mare naturale (la cosiddetta “acqua di governo”) dentro la conchiglia. Questa è un ottimo segno: mantiene l’ostrica idratata e piena di sapore. Se invece l’interno è asciutto o con pochissimo liquido, l’ostrica potrebbe aver perso la sua acqua ed essere stata conservata male o da troppo tempo. La polpa deve presentarsi lucida, gonfia e consistente al tatto, mai secca o rinsecchita. Alcune ostriche possono avere sfumature di colore diverse (ad esempio, le nostre ostriche verdi), ma in generale diffidate di carni troppo scure o dal bordo annerito. Ricordate: un’ostrica ben fresca rimane viva e piena della sua acqua marina fino al momento del consumo.
  • Conservazione e temperatura: infine, un cenno su come maneggiare le ostriche prima di gustarle. Devono essere tenute al fresco, idealmente tra 4° e 6°C, fino al momento dell’apertura. Se le comprate chiuse, conservatele in frigorifero con la parte concava rivolta verso il basso (così non perdono l’acqua interna). Consumatele preferibilmente entro una settimana dalla raccolta/confezionamento per apprezzarle al top della forma. Al festival ovviamente avrete la garanzia di un prodotto servito sul momento e conservato sul ghiaccio tritato – ma questi accorgimenti valgono sempre, anche quando organizzate a casa la vostra serata “ostriche e bollicine”. 😉

Come si mangiano le ostriche: consigli per gustarle al meglio

Ora che abbiamo scelto ostriche freschissime e di prima qualità, viene il bello: come si mangiano le ostriche? Molti di voi magari le hanno già assaggiate crude al naturale, altri sono un po’ intimoriti da questo alimento così particolare. Niente paura: vi assicuro che con un paio di dritte vi innamorerete del rito di aprire e assaporare le ostriche. Ecco i miei consigli personali – da vero appassionato – su come gustarle al meglio, passo dopo passo:

1. Aprire l’ostrica con cura

L’ideale è aprire le ostriche solo al momento di consumarle, per mantenerle vive e fresche fino all’ultimo. Usate l’apposito coltellino da ostriche (robusto e a punta) e tenete un guanto spesso o un canovaccio ripiegato per proteggervi la mano che regge l’ostrica. Inserite la punta del coltello nel piccolo spazio alla cerniera delle valve e fate leva con delicatezza finché il guscio cede. Staccate il muscolo interno che tiene unita l’ostrica alla conchiglia superiore, rimuovete la valva superiore e assicuratevi che la polpa rimanga nella valve inferiore con la sua acqua. Se non siete pratici, fatela aprire da chi vende (al festival molti stand le servono già aperte su letto di ghiaccio). In ogni caso, fate attenzione a non far finire schegge di conchiglia nell’ostrica.

Per approfondire tecniche, strumenti consigliati e piccoli trucchi da professionista, vi invito a leggere anche il nostro articolo dedicato: “Aprire le Ostriche: Tecniche e Strumenti Essenziali”.

2. Aggiungere il condimento giusto (con moderazione)

Ora avete la vostra ostrica aperta, lucida e piena di liquido saporito… prima di mangiarla potete decidere se aggiungere un tocco di condimento. Classico intramontabile: qualche goccia di limone fresco spremuto direttamente sull’ostrica. L’acidità del limone “cuoce” leggermente la superficie e bilancia la salinità, ma occhio a non esagerare, altrimenti coprirete il gusto naturale (io di solito ne metto proprio due goccine o la mangio nature al primo assaggio, per sentire bene il sapore del mare). In alternativa, potete provare una macinata di pepe nero o un pizzico di peperoncino se vi piacciono le note piccanti. In Francia è diffusa la salsa mignonette (aceto di vino e scalogno tritato) da versarne qualche goccia sull’ostrica – dà un kick acidulo interessante. C’è persino chi utilizza una spruzzata di ottimo olio extravergine al posto del limone, per ostriche particolarmente pregiate. Insomma, spazio ai gusti personali: il mio consiglio è di provare prima l’ostrica al naturale e poi, alla seconda, divertirvi con condimenti diversi per trovare l’abbinamento che preferite.

3. Gustare l’ostrica (slurp!)

Eccoci al momento clou. mangiate in un sol sorso sia la polpa dell’ostrica sia la sua acqua. Molti si chiedono: ma l’ostrica va masticata o inghiottita intera? La buona norma sarebbe masticarla delicatamente 2-3 volte prima di deglutire. In questo modo si sprigionano tutti i sapori ed apprezzerete appieno la complessità del gusto – specie con ostriche carnose come quelle italiane, masticare un po’ vi farà sentire le note dolci, nocciolate, minerali ecc. Se la inghiottite e basta, vi perdete metà dell’esperienza! Quindi fate roteare l’ostrica in bocca, assaporate la sua texture cremosa e croccante insieme, e poi giù. Vedrete, è una piccola esplosione di mare. Personalmente, adoro chiudere gli occhi un istante mentre assaporo l’ostrica: è come fare un tuffo tra le onde del nostro amato Mediterraneo.

4. Abbinate un buon drink

Cosa c’è di meglio che accompagnare le ostriche con qualcosa di fresco da bere? L’abbinamento classico è con un calice di vino bianco secco e minerale – pensate a un Vermentino ligure ben freddo, un Verdicchio marchigiano o uno Chardonnay non troppo barric, oppure, per restare local, un Cinque Terre DOC. Le bollicine poi sono l’ideale: uno spumante metodo classico o un buon Champagne brut esaltano la sapidità dell’ostrica e puliscono la bocca tra un assaggio e l’altro. Al festival troverete produttori di vino liguri e non solo pronti a consigliarvi il miglior calice in abbinamento. E per chi vuole osare, ho scoperto abbinamenti sorprendenti: ad esempio, ostriche accompagnate da una birra artigianale sour (acida) oppure addirittura da un sorso di whisky torbato – provare per credere! Sperimentate senza paura, ma sempre con moderazione. L’importante è che l’ostrica resti la protagonista indiscussa del vostro palato.

@mitiliemitili Negroni + ostrica = colpo di genio o follia? A noi piace sperimentare, e quando hai le ostriche fresche appena pescate… perché non metterle anche nel bicchiere? Gin, Campari, Vermouth… e un tocco d’acqua d’ostrica per portare il mare direttamente nello shaker. Il risultato? Un Negroni che sa di mare come non l’avete mai provato. Dove lo bevete un drink così? Spoiler: da noi. #foodtiktok #mitiliemitili #laspezia #foodtok #ostriche #ostrichesoftiktok #oysters ♬ suono originale - Mitili&Mitili

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Infine, vi dico una cosa da buongustaio: mangiare ostriche è un rito da godersi con calma e in buona compagnia. Condividete il piacere di aprire una conchiglia e brindare “alla salute” con gli amici, magari raccontandovi a vicenda le sensazioni che sentite ad ogni assaggio. Ogni ostrica è diversa e ogni palato coglie sfumature proprie – è questo il bello! Al nostro stand Mitili & Mitili sarò felicissimo di farvi provare le Ostriche Palmaria e scambiare due chiacchiere sulle vostre impressioni (e magari svelarvi qualche segreto in più 😉).

Conclusione: tutti all’Oyster Fest di La Spezia!

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio tra sapori salmastri e tradizioni marinare. Spero di avervi trasmesso almeno un po’ della passione e dell’entusiasmo che provo io quando parlo di ostriche – e in particolare dell’orgoglio per le Ostriche Palmaria del nostro golfo, un prodotto che rappresenta la Liguria nel mondo. L’Oyster Fest 2025 sarà l’occasione perfetta per celebrare tutto questo: un evento dove cultura, gusto e divertimento si incontrano sul mare. Io personalmente non sto nella pelle all’idea di partecipare, e conto i giorni che mancano. Se siete nei dintorni (ma anche se venite da lontano!), fate un salto a La Spezia il 16-17-18 maggio: vi aspettano ostriche a volontà, panorami mozzafiato e un’atmosfera conviviale unica.

Venite a trovarci allo stand di Mitili & Mitili per assaggiare le nostre ostriche, brindare insieme e farvi raccontare la storia che ogni conchiglia porta con sé. Sarò lì, felice di conoscervi di persona e di condividere un assaggio di mare con voi. Preparate il palato e… ci vediamo all’Oyster Fest! 🦪🥂🌊

Fonti e link utili:

Vi aspetto al festival – un saluto dal vostro Michele di Mitili & Mitili! 👋🏼

Ostriche e frutti di mare Mitiliemitili

Domande frequenti – FAQ sull’Italian Oyster Fest

Devo prenotare in anticipo per partecipare all’Italian Oyster Fest 2025?

No, l’ingresso al festival è libero e gratuito. Non serve prenotazione per accedere all’area dell’evento. Tuttavia, se siete interessati a partecipare a workshop, showcooking o degustazioni guidate, vi consigliamo di arrivare con anticipo.

Le ostriche si possono acquistare da portare a casa o solo assaggiare sul posto?

Sì! Presso molti stand sarà possibile acquistare ostriche fresche da asporto, perfette per una cena gourmet a casa. Naturalmente, ci sarà anche l’opzione di gustarle sul momento, già aperte e servite sul ghiaccio con i giusti abbinamenti. Passate dal nostro stand Mitili & Mitili per le Ostriche Palmaria!

Il festival è adatto anche ai bambini e alle famiglie?

Assolutamente sì. L’Italian Oyster Fest è pensato per coinvolgere pubblici di tutte le età: troverete laboratori didattici, attività ludiche per bambini e un’ampia offerta gastronomica che va ben oltre le ostriche crude. È una festa del mare, dell’ambiente e del gusto: educativa e divertente per tutta la famiglia.

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