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Ostriche verdi La Spezia: perché hanno sfumature verdi e cosa le rende uniche

25 Luglio 2025 alle 6:29
ostriche verdi la spezia

Ciao! Sono Michele Panarelli di Mitili & Mitili, e oggi ti voglio raccontare un piccolo segreto del nostro Golfo dei Poeti: hai mai notato che le ostriche di La Spezia hanno delle sfumature verdi? Ebbene sì, le nostre Ostriche Palmaria sfoggiano un invitante riflesso verdino. In questo articolo ti spiegherò il perché di questo curioso colore e ti parlerò di tutto ciò che rende speciali le ostriche spezzine: da dove e come le alleviamo alle caratteristiche uniche delle acque del nostro territorio, dal loro aspetto e sapore inconfondibile ai migliori vini locali da abbinarci. Ti racconterò anche come mi piace gustarle (spoiler: il mio modo preferito è al naturale), condividerò alcune delle mie ricette preferite a base di ostriche, e ripercorrerò brevemente la storia delle ostriche a La Spezia. Infine, ti dirò dove puoi assaggiare le nostre ostriche verdi – nei nostri locali, nei ristoranti amici e persino acquistandole online sul nostro sito. Sei pronto a immergerti nel mondo delle ostriche verdi spezzine? Andiamo! 

Ostriche verdi la Spezia? Dove e come le alleviamo 

Le nostre ostriche verdi nascono e crescono in un luogo da favola: le acque limpide attorno all’Isola Palmaria, proprio di fronte a Porto Venere, nel Golfo di La Spezia. Qui, tra panorami mozzafiato e natura incontaminata, abbiamo impiantato i nostri vivai di ostriche. Immagina un piccolo angolo di paradiso marino: l’Isola Palmaria è circondata da acque calme e protette, grazie alla conformazione del golfo che mitiga le onde più impetuose del nostro mar Tirreno.

Alleviamo le ostriche seguendo metodi tradizionali ma con un pizzico di innovazione. Se ti affacciassi sul nostro allevamento, vedresti delle strutture con pali infissi sul fondale, distanziati tra loro e sporgenti dall’acqua – sono le “frasche” o pali da mitilicoltura, retaggio dei mitilicoltori spezzini che allevano cozze e ora anche ostriche in queste baie tranquille. A questi supporti sono appese corde e cestelli dove le ostriche si aggrappano e crescono lentamente, cullate dal mare. In pratica le ostriche Palmaria crescono “in verticale”: attaccate alle corde, immergendosi e affiorando con il movimento naturale dell’acqua (e in parte simulando le maree, dato che nel Mediterraneo le maree sono limitate). Questo permette ai molluschi di fortificare il guscio e sviluppare carni più sode. Crescere a Palmaria è un lusso per loro: meno densità per metro quadro rispetto ad altri allevamenti intensivi, più nutrimento e più spazio per ogni ostrica. Insomma, un allevamento slow-food marino

Le ostriche vengono regolarmente controllate e pulite durante la crescita. Ci vuole pazienza: ci vogliono circa 18-24 mesi prima che un’ostrica Palmaria raggiunga la taglia commerciale giusta, ma l’attesa vale tutto il sapore che svilupperà. In questi mesi le ostriche vivono all’aperto nel mare, senza alcuna alimentazione artificiale – niente mangimi, solo quello che madre natura offre – e senza antibiotici o prodotti chimici. Quando sono pronte, le raccogliamo con cura, le sottoponiamo a un periodo di depurazione in acqua controllata (per sicurezza alimentare) e poi sono pronte per arrivare freschissime sulle vostre tavole in tutta Italia in 24/48h. (Piccola pubblicità: puoi ricevere le nostre ostriche fresche ordinandole dal nostro shop online!)

Caratteristiche dell’acqua e del territorio: il segreto nel Golfo dei Poeti 

Ostriche e frutti di mare Mitiliemitili

Parliamo dell’acqua in cui crescono queste meraviglie, perché è qui che si nasconde il segreto del loro colore verde. Le acque del Golfo di La Spezia hanno caratteristiche uniche. Innanzitutto sono molto pulite e ricche di nutrienti naturali: pensa che nei pressi di Palmaria ci sono piccole sorgenti sottomarine di acqua dolce e un ricambio costante dal mare aperto che creano il mix perfetto tra acqua salata e dolce. Questo micro-ambiente favorisce la crescita di un certo fitoplancton locale, cioè microscopiche alghe e altri organismi di cui le ostriche si cibano. E sono proprio queste microalghe a dare alle ostriche quelle sfumature verdi e anche il loro profumo e sapore particolare. In poche parole, le nostre ostriche mangiano “verde” e diventano un po’ verdi! 

Curiosità: in Francia, nella regione di Marennes-Oléron, per ottenere ostriche “verdi” aggiungono un’alga specifica (la Navicula Blue) nelle vasche di affinamento (claires) per colorarne le carni. Da noi invece fa tutto Madre Natura – niente additivi, le ostriche spezzine si tingono di verde in modo del tutto naturale grazie al plankton del nostro mare. Un bel vanto, no?

Oltre al fitoplancton, anche la salinità elevata del nostro mare contribuisce al carattere delle ostriche. In estate, l’acqua del Golfo dei Poeti raggiunge punte di salinità di 39‰ (praticamente una salinità da Mar Rosso!) e non scende mai sotto 37‰. Questo alto contenuto di sale non solo intensifica il gusto marino (più sale nell’acqua = ostriche più saporite), ma ha anche un effetto disinfettante naturale: in un ambiente così salino, molti batteri faticano a proliferare. Infatti i controlli igienico-sanitari mostrano che ostriche e cozze spezzine hanno livelli batterici ben sotto i limiti di legge ancor prima della depurazione obbligatoria. Tradotto: le nostre ostriche sono così pulite che si potrebbero mangiare appena raccolte dal mare, come si faceva un tempo, senza paura (ma per legge le depuriamo comunque, eh)! Questa eccezionale qualità dell’acqua fa sì che il nostro Golfo sia un vero “terroir marino” – anzi, noi diciamo merroir, perché ogni mare dà un’impronta diversa come fa il terreno per il vino.

E non è finita: recenti studi indicano addirittura che le ostriche di La Spezia contengono molte meno microplastiche rispetto ad altre zone. Il professor Pane dell'Università di Genova ha pubblicato uno studio che mostra come le ostriche spezzine contengano un quarto delle microplastiche presenti nelle ostriche oceaniche e circa la metà rispetto a quelle allevate in altre parti del Mediterraneo. Questo risultato è merito delle acque limpide di Porto Venere, con meno sedimenti in sospensione e un inquinamento inferiore. Un motivo in più per apprezzare queste ostriche: oltre a essere gustose, sono anche "pulite" e amiche dell'ambiente!

Le caratteristiche uniche delle ostriche Palmaria 

Passiamo ora alle protagoniste assolute: le ostriche stesse. Come sono fatte e che sapore hanno le ostriche "verdi" di La Spezia?

All’aspetto esterno, le Ostriche Palmaria si presentano simili alle ostriche piatte europee (tipo Belon, per intenderci). Il loro guscio è tondeggiante e relativamente piatto da un lato, con valve che si chiudono perfettamente a sigillo. La conchiglia esterna è robusta, di colore biancastro-grigiastro con sfumature che possono variare dal giallo al verde scuro; spesso su di essa crescono piccoli denti, incrostazioni marine e qualche chiazzetta verde dovuta alle alghe: segno che è veramente allevata in mare aperto e non “pulita con l’idropulitrice” (a noi piace un look un po’ rustico). All’interno, invece, la conchiglia è madreperlacea e liscia.

Ma è aprendola che scopri la magia: l’ostrica di La Spezia si presenta con carne soda, lucida e turgida di un colore chiaro striato di verde. Sì, proprio così – vedrai delle venature verde smeraldo soprattutto sulle branchie e sul mantello del mollusco. Questa colorazione verdina è il marchio di fabbrica delle ostriche del nostro golfo. La polpa è bella piena (le nostre ostriche sono carnose, non certo “magrine”) e immersa nella sua acqua salmastra naturale.

Al profumo sprigionano l’essenza del mare: aprendo una ostrica Palmaria sentirai un aroma intenso di salsedine, un profumo iodato e quasi floreale al tempo stesso. Qualcuno le definisce “profumatissime al naso”, con note che ricordano alghe fresche e brezza marina. Viene voglia di chiudere gli occhi e immaginare di essere sugli scogli a picco sul blu... 

Al palato, il primo impatto è una sapidità decisa ma equilibrata: sono ostriche molto saporite, grazie alla alta salinità dell’acqua in cui crescono, ma non risultano mai amare o eccessivamente ferrose. Anzi, accanto al gusto salato emergono delicate sfumature “dolci” e vegetali. C’è chi ci sente un leggero retrogusto di nocciola o di alghe, e ovviamente quelle note minerali e marine che fanno di un’ostrica... un’ostrica! In bocca la consistenza è piacevolmente croccante e carnosa, segno di freschezza e di crescita lenta. Insomma, un vero concentrato di mare da assaporare lentamente. Molti clienti le trovano suadenti e persistenti, con un equilibrio di sapore che ti fa venir voglia di aprirne subito un’altra. E ricorda: quel lieve tono verde che vedi non solo è normale, ma è sinonimo di qualità Made in La Spezia – se non è verde, non è di Spezia, come diciamo da queste parti! 

Con quali vini locali abbinare le ostriche 

Dici ostriche e pensi a… bollicine! Vero, uno Champagne o un buon metodo classico italiano stanno sempre bene con le ostriche. Ma visto che siamo in Liguria, lasciami consigliare qualche vino locale perfetto da sorseggiare mentre gusti le Ostriche Palmaria.

Il primo abbinamento in assoluto che ti propongo è con il Vermentino, il bianco ligure per eccellenza. In particolare, un Vermentino dei Colli di Luni DOC (prodotto proprio tra La Spezia e la Toscana, zona Castelnuovo Magra/Sarzana) ha tutte le carte in regola: profumi delicati, buona mineralità e freschezza che pulisce il palato tra un’ostrica e l’altra. È un matrimonio di territorio: l’ostrica nasce nel nostro mare e il vino sulle nostre colline. Non a caso, in una recente degustazione hanno messo a confronto Vermentino Colli di Luni e ostriche spezzine versus Muscadet e ostriche francesi, decretando quanto il nostro vino regga benissimo il confronto col classico abbinamento francese. Insomma, Vermentino batte Muscadet 1-0 (noi siamo di parte, ovviamente).

Se vuoi restare in zona, anche i vini delle Cinque Terre DOC (blend di uve Bosco, Albarola e Vermentino) sono ottimi: sono vini bianchi sapidi, un po’ minerali e con sentori di erbe mediterranee che richiamano il profumo delle ostriche. Immagina di essere a Vernazza o Manarola a bere un bianco locale mentre assaggi ostriche fresche appena aperte – paradiso puro.

Un altro bianco ligure da provare è il Pigato Riviera Ligure di Ponente (anche se viene dall’altra parte della regione): ha una bella vena salina e note agrumate che si sposano bene con il gusto iodato dei frutti di mare.

E le bollicine? Certo che sì! Se preferisci uno spumante, cerca un buon Metodo Classico ligure (ci sono alcune cantine che lo producono in zona Genova e Levante) oppure vai sul sicuro con un Franciacorta nature o un Trento DOC brut: le bollicine secche e minerali sono divine con l’ostrica, perché ne esaltano la freschezza e puliscono la bocca. 

Per chi ama osare, c’è anche chi abbina ostriche e vini rossi leggeri (sacrilegio? magari no!): ad esempio un giovane Cinque Terre Sciacchetrà secco o un rosato come il Mea Rosa (rosé di Vermentino) ben freddo. Personalmente però resto fedele ai bianchi secchi e alle bollicine per le ostriche crude. Classico e imbattibile. 

Nota: qualunque vino tu scelga, assicurati che sia ben freddo e servito in calici adatti. Un ostrica-party che si rispetti inizia con un secchiello di ghiaccio per tenere fresco il vino accanto al piatto di ostriche sul letto di ghiaccio tritato... e magari con vista mare, perché anche l’occhio vuole la sua parte!

Come gustare le ostriche: limone, tabasco o al naturale? 

Okay, hai aperto le tue ostriche fresche di La Spezia, hai versato il vino... e ora come le condisci o le gusti? Qui entrano in gioco le scuole di pensiero e un po’ i gusti personali. Ti dico subito la mia: il mio modo preferito è gustarle al naturale, senza aggiungere nulla! Un’ostrica verde spezzina, con tutto il suo liquido, appena aperta e portata al palato così com’è, è un’emozione pura di mare. Non serve altro.

Detto ciò, ci sono vari modi classici per degustarle crude, e vale la pena provarli tutti per capire quale fa per te:

Con il limone

Ostriche e limone

È probabilmente il condimento più popolare. Qualche goccia di limone spremuto direttamente sull’ostrica appena aperta. L’acidità del limone “cuoce” leggermente la superficie e sgrassa il palato, creando un contrasto piacevole con la salinità. Attento a non esagerare però: troppo limone rischia di coprire il sapore delicato della ostrica. Giusto un velo di succo e via in bocca!

Con la salsa Mignonette

Con la salsa Mignonette

Fa molto “à la française”! È la tradizionale salsina francese a base di aceto di vino rosso (o aceto di vino bianco e champagne), scalogno tritato finissimo e pepe macinato. Ne versi qualche goccia sull’ostrica. Il gusto agro dell’aceto e l’aroma dello scalogno esaltano la dolcezza nascosta dell’ostrica. Se non l’hai mai provata, te la consiglio: trovi la ricetta completa in "L’ostrica Gillardeau: il gioiello del mare tra storia, gusto e abbinamenti."

Con Tabasco o altre salse piccanti

ostriche e tabasco

Ami i sapori forti? Qualcuno giura che un paio di gocce di Tabasco (la celebre salsa al peperoncino) sull’ostrica facciano faville. Piccante + salato + iodato = fuochi d’artificio in bocca. Personalmente lo uso di rado sulle ostriche nostrane (perché sono già saporitissime da sole), ma de gustibus! In alternativa al Tabasco c’è chi mette un pezzettino microscopico di peperoncino fresco tritato o qualche granello di pepe nero. Hot stuff!

Con un filo d’olio evo

ostrica con olio evo

Questa è una variante all’italiana che talvolta propongo ai nostri ospiti: qualche goccia di olio extravergine ligure delicato sull’ostrica. L’olio d’oliva della Riviera di Levante è profumato e dolce, crea una sensazione vellutata insieme all’ostrica e amplifica i profumi di macchia mediterranea. Prova e fammi sapere!

Con una granita o sorbetto salato

ostrica con granita

Trend gourmet: servire le ostriche con una piccola granita di acqua di mare o un sorbetto al gin e cetriolo, ad esempio. È una roba da chef stellati, ma se ti senti creativo puoi sperimentare. Rinfrescante e chic.

Come vedi, i modi per gustarle non mancano. Io però torno al punto di partenza: ostrica Palmaria cruda, nuda e pura, magari adagiata sul ghiaccio e slurp! Me la bevo direttamente dal guscio, assaporando prima la sua acqua marina e poi mordendo pian piano la polpa croccante… Che fame, quasi quasi me ne apro una mentre scrivo!

Le mie ricette preferite a base di ostriche 

Finora abbiamo parlato di ostriche crude, ma che dire delle ostriche cucinate? Anche se personalmente amo le ostriche al naturale, mi diverto spesso a sperimentare ricette in cucina, soprattutto quando ho ostriche in abbondanza. E devo dire che anche cotte o elaborate sanno regalare grandi soddisfazioni al palato. Ecco alcune delle mie ricette preferite con le ostriche, che ho condiviso anche sul nostro blog (clicca sui titoli per leggere la ricetta completa):

Ostriche Gratinate al Forno

Ostriche Gratinate al Forno

Un classico intramontabile, semplice ma d’effetto. Si aprono le ostriche, si dispone sopra un mix di pangrattato, prezzemolo, aglio e un filo di burro (o olio) e si passano in forno giusto il tempo di gratinare. Il risultato? Ostriche dorate e fragranti in superficie, morbide e succulente all’interno. Una ricetta facile che conquista sempre tutti. Trovi la preparazione passo-passo nella nostra Ricetta Ostriche Gratinate.

Ostriche alla Rockefeller

Ostriche alla Rockefeller

Piatto storico della cucina di New Orleans, super ricco e gustoso. Le ostriche vengono gratinate alla grande con una crema a base di burro, spinaci, erbe aromatiche, finocchio e salsa Worcestershire, poi cosparse di pangrattato e parmigiano e passate al grill. Il nome deriva dalla ricchezza del piatto (come il miliardario Rockefeller!). Ti garantisco che sono un’esplosione di sapore, da provare almeno una volta nella vita. La ricetta completa la trovi qui: Ostriche alla Rockefeller – un vero capolavoro di gusto e tradizione come dico nell’articolo.

Ostriche fritte in tempura

Ostriche fritte in tempura

Se ti piacciono i fritti di mare, questa variante ti farà impazzire. Si prepara una pastella leggera (tipo tempura giapponese, con acqua frizzante ghiacciata e farina), si intingono le ostriche crude leggermente scolate e poi via in olio bollente per pochi istanti. Vengono fuori croccanti fuori e morbide dentro, una bontà. Io le servo con una spruzzata di lime e una salsina di soia e zenzero a parte – un incontro tra Liguria e Oriente niente male (questa ricetta la trovi nell’articolo Le migliori ricette gourmet con ostriche).

Spaghetti ostriche e champagne

ostriche e champagne

Ok, qui andiamo sul lusso sfrenato. Però per una cena romantica si può fare: utilizzando le ostriche sia crude (emulsionate a crudo per fare una sorta di pesto di mare) che leggermente scottate, e sfumando la pasta con champagne o spumante. Viene una pasta cremosa, marina e raffinata da ristorante stellato. Ho pubblicato questa ricetta in occasione di Capodanno, se la cerchi sul blog dovresti trovarla tra le ricette delle feste.

(Puoi trovare altre idee sfiziose nella sezione Ricette del blog – ad esempio l’articolo “Come cucinare le ostriche” contiene tanti spunti su gratinature e preparazioni gourmet. Non ti nascondo però che ogni tanto torno alle origini e me ne faccio aprire una dozzina crude da gustare in compagnia, ché le ostriche sono anche convivialità!)

Storia delle ostriche a La Spezia 

Forse non tutti sanno che La Spezia vanta una storia antichissima nell’allevamento di mitili e ostriche. Oggi vi parlo come allevatore moderno, ma cammino sulle orme di giganti (o meglio, di nonni mitilicoltori) che già a fine ‘800 avevano capito il potenziale del nostro golfo.

Già dopo l’Unità d’Italia (fine Ottocento) qui si iniziò a sperimentare l’ostricoltura. Un imprenditore visionario proveniente da Taranto (terra di antichi mitilicoltori) di nome Emanuele Albano tentò la fortuna a Porto Venere, supportato da illustri biologi marini dell’epoca. Pare che un famoso naturalista, Arturo Issel, avesse lodato le acque spezzine come ideali per ostriche e cozze già nel 1887. Fatto sta che all’inizio del ‘900 nacquero le prime cooperative di ostricoltori a La Spezia e Porto Venere, e prima della Seconda Guerra Mondiale oltre 300 famiglie portovenerine lavoravano nelle ostriche – una fiorente microeconomia locale! Le ostriche del Golfo erano rinomate e apprezzate, tanto che negli anni ’30-’40 venivano spedite anche a Parigi in qualche occasione, facendo concorrenza alle ostriche francesi (questa non è leggenda, ma realtà raccontatami da mio nonno).

Purtroppo, la storia non è tutta rose e fiori (di mare). Negli anni ‘70 ci fu una battuta d’arresto drammatica: nel 1973 uno scandalo per mitili contaminati provenienti da un’altra regione scatenò il panico per il colera in tutta Italia, e il consumo di ostriche e cozze crollò improvvisamente. Il colpo fu durissimo anche da noi: molte attività chiusero, l’ostricoltura locale praticamente scomparve nel giro di pochi anni. Inoltre, nuove normative sanitarie introdotte nel 1977 imposero impianti di depurazione costosi per poter vendere molluschi, cosa che all’epoca pochi piccoli produttori potevano permettersi. Così, per oltre 30 anni le ostriche spezzine rimasero nell’ombra, relegate a sporadica produzione familiare o affidate all’importazione francese. 

La svolta è arrivata in tempi recenti, grazie alla passione e alla testardaggine di alcuni visionari (e qui mi inorgoglisco perché è anche merito della mia famiglia e dei miei colleghi!). Nei primi anni 2000, l’Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente ha avviato nuovi progetti sperimentali per reintrodurre l’ostricoltura in modo moderno e sostenibile nel nostro golfo. Dopo anni di studi e tentativi, finalmente verso il 2010-2012 si è ricominciato a produrre ostriche in quantità significativa e a offrirle al pubblico. E noi di Mitili & Mitili siamo in prima linea! 

storia mitilicoltura

La famiglia Panarelli – di cui faccio parte – era arrivata alla Spezia addirittura negli anni ‘50, trasferendosi da Taranto (la patria dei mitili) per continuare qui la tradizione mitilicola portando con sé tutti i segreti del mestiere. Per decenni ci siamo dedicati soprattutto ai muscoli (come chiamiamo qui le cozze), ma il sogno delle ostriche verdi non è mai morto. Da un paio di anni a questa parte anche la nostra azienda alleva ostriche, e siamo orgogliosi di essere tra i primi produttori a riportare sulle tavole italiane le autentiche ostriche di La Spezia.

Oggi le ostriche Palmaria sono una realtà consolidata e in crescita: si parla di centinaia di quintali di ostriche prodotte ogni anno nel golfo, e la domanda aumenta di continuo. Abbiamo fatto conoscere questo prodotto in tutta Italia, e le abbiamo portate in eventi gastronomici, fiere e sui social! Il futuro? Continuare a crescere mantenendo altissima la qualità, e far sì che quando si parla di ostriche italiane di eccellenza, La Spezia sia sempre in cima alla lista. 

Non visualizzi bene il video? Visita il nostro canale YouTube.

(Piccola parentesi ambientale: le ostriche, come tutti i bivalvi, fanno bene anche all’ecosistema perché filtrano l’acqua e catturano CO2 nel loro guscio. Insomma, mentre noi alleviamo loro, loro aiutano il mare – un ciclo virtuoso a cui siamo molto attenti.)

Dove puoi provare le nostre ostriche verdi

Dopo tanto parlare, immagino ti sia venuta voglia di assaggiarle, vero? Allora vediamo dove puoi gustare le ostriche di Mitili & Mitili. Ti offriamo diverse possibilità, sia che tu sia ligure della zona, sia che tu viva lontano:

Nei nostri locali sul territorio

La famiglia Mitili & Mitili ti aspetta nei nostri punti vendita con annesso oyster-bar. Abbiamo aperto il nostro primo negozio a La Spezia città nel 2012, proprio nel cuore della tradizione mitilicola spezzina. L’anno seguente abbiamo inaugurato un secondo punto vendita a Sarzana, e visto il successo, nel 2020 siamo sbarcati anche nel Tigullio aprendo un negozio a Rapallo. Ma non finisce qui: di recente abbiamo aperto un nuovissimo locale a Lerici (Piazza Garibaldi 14) proprio fronte mare! In ognuno di questi locali di Mitili & Mitili puoi acquistare ostriche fresche al banco da portare a casa, oppure degustarle sul posto. Sì, hai capito bene: a La Spezia e Rapallo (e ora anche a Lerici) abbiamo allestito degli spazi di degustazione dove serviamo ostriche appena aperte, accompagnate da un calice di vino locale. Un’esperienza di mare a 360°: scegli le ostriche dal banco del pesce e sediti al tavolino a gustarle immediatamente con vista mare… meglio di così! Ti serviremo le ostriche sul ghiaccio, con il limone e tutto l’occorrente. E ovviamente, ci sono anche i muscoli (cozze) e gli altri nostri frutti di mare, se vuoi fare un vero tour gastronomico del golfo.

Nei ristoranti con cui collaboriamo

Le nostre ostriche Palmaria sono sempre più richieste nella ristorazione. Siamo fornitori di numerosi ristoranti top in Liguria e in altre regioni. In particolare, diversi ristoranti di La Spezia, Porto Venere, Lerici e Cinque Terre hanno in menu le ostriche verdi locali (spesso indicate come “ostrica di La Spezia” oppure col nostro marchio Palmaria). Collaboriamo con chef e locali che condividono la nostra passione per la qualità: vedere le “nostre” ostriche protagoniste di antipasti gourmet e crudi di mare in giro per l’Italia è per noi motivo di grande orgoglio. Quindi, se sei al ristorante e trovi ostriche italiane del Golfo dei Poeti, è molto probabile che vengano proprio dai nostri allevamenti. Non esitare a chiedere al cameriere la provenienza, e se dice Palmaria o Mitili & Mitili, fai un bel sorriso e ordinale subito!

(Alcuni posti dove sicuramente le puoi trovare nel menu: diversi locali a Portovenere nel borgo antico, alcuni ristoranti di pesce rinomati a La Spezia città, e perfino in certi oyster-bar a Milano e Torino che propongono eccellenze italiane.)

Acquistandole online sul nostro sito

Non sei da queste parti? Nessun problema: con un click le ostriche arrivano da te! Sul nostro shop online puoi acquistare ostriche fresche Palmaria e riceverle comodamente a casa in 24/48 ore, confezionate a regola d’arte in box isotermici con ghiaccio per garantirne la freschezza. Spediamo in tutta Italia (isole comprese, in 48h). Arrivate a casa, non dovrai far altro che aprirle (sul nostro sito e blog trovi anche le guide per aprire le ostriche in sicurezza), invitare qualche amico amante del mare, stappare una bottiglia di bianco e… buon appetito! Se hai dubbi, sul sito trovi anche le FAQ con tutte le risposte su conservazione, tracciabilità e consigli (e ovviamente puoi sempre contattarci per qualsiasi domanda).

Assaggia tu stesso le Ostriche Palmaria! Vieni a trovarci nei nostri locali di La Spezia, Lerici o Rapallo per un assaggio dal vivo. Ti promettiamo un viaggio nel gusto del nostro mare che non dimenticherai.

Spero che questo viaggio nel mondo delle ostriche verdi di La Spezia ti sia piaciuto. Se hai altre domande, curiosità o vuoi condividere la tua esperienza di degustazione, non esitare a contattarci o a passare a trovarci nel nostro locale a La Spezia. Ti saluto con un brindisi virtuale di mare e Vermentino! Buone ostriche a tutti!

FAQ

Perché le ostriche di La Spezia hanno sfumature verdi?

Le ostriche allevate nel Golfo di La Spezia presentano riflessi verdi perché si nutrono di un fitoplancton locale molto abbondante nelle acque del golfo. Queste microalghe, ingerite dalle ostriche, rilasciano un pigmento naturale (simile alla clorofilla) che colora di verde branchie e mantello del mollusco. È un fenomeno del tutto naturale e indice di qualità: si dice infatti “se non è verde, non è di Spezia” proprio perché il verde è la “firma” delle ostriche spezzine. Niente paura: il colore verde è del tutto commestibile e non altera la salubrità, anzi è segno che l’ostrica ha filtrato tanti nutrienti buoni dalla nostra acqua!

Dove vengono allevate esattamente le Ostriche Palmaria?

Le alleviamo nelle acque attorno all’Isola Palmaria, di fronte a Portovenere, nel Golfo dei Poeti (La Spezia). I nostri vivai si trovano in piccole baie protette vicino all’isola e alla diga foranea spezzina. Lì le ostriche crescono appese a corde e strutture su pali infissi nel fondale, in un ambiente ideale: acque pulite, alto ricambio e tanta plankton naturale di cui cibarsi. Palmaria è un’oasi marina che offre condizioni chimico-fisiche ottimali per mitili e ostriche.

Che gusto hanno le ostriche di La Spezia?

Le ostriche spezzine hanno un gusto molto sapido e intenso, decisamente “di mare”. Al primo assaggio sentirai una forte nota salmastra, dovuta alla salinità elevata del nostro golfo, seguita da sentori minerali e leggermente dolci. La polpa è carnosa e croccante, con retrogusto che può ricordare la nocciola e note vegetali marine. Sono ostriche profumate (odore iodato, di alghe) e dal sapore persistente. Rispetto ad alcune ostriche francesi, le Palmaria possono risultare più saporite e meno metalliche. In generale, se ti piacciono i frutti di mare saporiti, amerai le ostriche di La Spezia al naturale. Se preferisci smorzare la salinità, basta aggiungere una spruzzata di limone e l’esperienza diventa più delicata.

Come si aprono e preparano le ostriche in sicurezza?

Per aprire un’ostrica serve un coltellino corto e robusto (coltello da ostriche) e un guanto da cucina spesso o un canovaccio per proteggere la mano che regge l’ostrica. Inserisci la punta del coltello nel cardine (la “cerniera” in fondo alla conchiglia) con un movimento rotatorio, poi fai leva per scardinare leggermente le valve. Infine scorri con la lama lungo l’interno della valva superiore per recidere il muscolo adduttore ed aprire completamente l’ostrica. Fai attenzione a non versare la sua acqua! Sul nostro blog trovi guide dettagliate e video dimostrativi su come aprirle senza rischi. Una volta aperte, servile su ghiaccio per tenerle fresche. Consumale preferibilmente crude al naturale o con limone; se vuoi cucinarle, puoi farle gratinate al forno, fritte in pastella, alla Rockefeller o come suggeriamo nelle nostre ricette – ma ricorda che cuocendole perdono un po’ della loro tipica salinità e succosità.

Posso comprare le ostriche di Mitili & Mitili anche se non sono in Liguria?

Certamente! Abbiamo un servizio di vendita online proprio per raggiungere tutti gli amanti dei frutti di mare in Italia. Puoi ordinare le Ostriche Palmaria fresche sul nostro sito e-commerce in pochi clic. Noi prepareremo il pacco con le ostriche raccolte il giorno stesso, confezionate in box refrigerato. Spediamo in 24/48 ore tramite corriere espresso, assicurandoci che la catena del freddo sia mantenuta. Riceverai le ostriche a casa tua pronte da aprire e gustare. Sul sito troverai anche informazioni su come conservarle (in frigorifero, coperte da un panno umido, max 5-7 giorni) e la garanzia di freschezza. In alternativa, se ti trovi in Liguria, puoi sempre fare un salto in uno dei nostri punti vendita a La Spezia, Sarzana Lerici o Rapallo e acquistare direttamente in negozio. Ti aspettiamo a braccia aperte... e ostriche fresche!

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